Un nuovo studio condotto su 3.600 conducenti rivela quale fascia d'età è considerata la più pericolosa al volante. La ricerca, condotta in diversi paesi del mondo, esamina la percezione che i conducenti hanno del comportamento degli altri utenti della strada e come questa varia in base all'età.
Nello specifico, la società britannica Scrap Car Comparison ha condotto un sondaggio su 3.600 conducenti provenienti da 18 paesi per capire in che modo l'età influenzi la nostra percezione di chi è un buon conducente e chi non lo è.
In Francia, la conclusione è chiara: il 68% degli intervistati ritiene che i giovani sotto i 25 anni corrano i maggiori rischi alla guida. Sebbene questa percentuale sembri elevata, è in realtà una delle più basse tra i Paesi partecipanti, poiché il 90% degli australiani e l'88% dei britannici identificano la stessa fascia d'età come la più pericolosa.
Tuttavia, storicamente ogni generazione più giovane è considerata impulsiva e negligente, quindi queste cifre potrebbero non riflettere la realtà delle strade, ma semplicemente una reazione comune tra i giovani.
Mentre i ventenni sembrano intimidatori al volante, i trenta e i quarantenni mettono a proprio agio i passeggeri. In Francia, il 49% degli automobilisti si sente più sicuro come passeggero durante un lungo viaggio con un conducente di età compresa tra i 35 e i 44 anni. Questa generazione sembra rappresentare il perfetto equilibrio tra esperienza e prontezza di riflessi.
Le opinioni sui conducenti anziani sono divise. Il 61% dei francesi ritiene che gli over 75 guidino troppo lentamente. Per quanto riguarda l'età in cui si dovrebbe smettere di guidare, i francesi rimangono moderati. Non esprimono opinioni estreme, come in Ungheria, dove il 63% ritiene che si dovrebbe smettere di guidare a 70 anni, o in Italia, dove il 65% ritiene che si possa continuare a guidare anche dopo gli 80 anni.
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